Foto Lotta a Terra

Lotta a Terra

La maggior parte delle colluttazioni finisce con almeno uno dei partecipanti per terra. È quindi ovvio che un’arte marziale come il Ju-Jitsu, che si propone di dare ai suoi praticanti la tecnica necessaria per potersi difendere da qualsivoglia aggressione, proponga anche lo studio delle possibili difese che possono essere opposte da un soggetto atterrato ad attacchi provenienti sia da un avversario ancora in piedi, sia da un avversario a sua volta atterrato.

Questo nucleo di tecniche è stato poi "limato" a fini agonistici. Lo studio della lotta a terra è infatti attualmente finalizzata al confronto agonistico. Dalle molteplici originarie tecniche, che ancora sono studiate nel programma tecnico del Ju-Jitsu, sono state mantenute solo quelle che non comportano il colpire l’avversario. È quindi possibile portare tecniche di leva, immobilizzazione, strangolamento, ma non colpi di pugno e calcio. Periodicamente la WJJIM organizza incontri di lotta a terra dove è possibile confrontare la propria tecnica con quella degli altri praticanti provenienti da tutta Italia. Due sono i tipi di incontri organizzati dalla Federazione:

Un primo tipo, detto appunto "Lotta a terra", vede gli atleti gareggiare con il kimono, fatto questo che da la possibilità di eseguire una serie potenzialmente illimitata di tecniche. Gli atleti partono in ginocchio e devono portare le loro tecniche senza possibilità di alzarsi in piedi.

Un secondo tipo, detto "Submission", prevede invece che gli atleti si fronteggino vestiti solo di pantaloncini e maglietta. In questo caso l’incontro parte con gli atleti in piedi uno di fronte all’altro, ed è quindi necessario anche portare l’avversario a terra.

Nonostante le sue finalità agonistiche, anche la lotta a terra risulta molto efficace in caso di difesa personale, poiché insegna a controllare l’avversario, tenerlo a distanza e eventualmente bloccarlo.